[Un post in cui l'antefatto è alla fine e tutto il resto arriva un po' a caso] Qualche settimana fa NME ha pubblicato una lista delle migliori cento canzoni degli anni novanta, ma noi non siam mica NME, e poi comunque Farabegoli ha detto: DIECI e uscite negli anni novanta.
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Siamo fortunati, in fondo, che l’internet com’è fatto adesso sia arrivato così tardi nelle nostre vite. E per nostre intendo di quelli che erano adolescenti negli anni novanta.
Siamo veramente fortunati che nessun algoritmo tenesse traccia dei nostri ascolti o delle nostre abitudini per suggerirci nuovi dischi, band o concerti.
Mica per una questione di privacy. Per una questione di imbarazzo. Anzi, di IMBARAZZO, maiuscolo, grassetto e ingombrante. Pensa quanti post depressi e deprimenti ci siamo risparmiati, ascolti imbarazzanti, pensa che razza di roba ti avrebbe proposto di ascoltare un algoritmo se si fosse basata sui tuoi ascolti con l’acne.
Io per parlare dei dieci migliori pezzi degli anni ’90 ho bisogno di fare un’operazione di onestà intellettuale con me stessa: cosa vuol dire i migliori dieci?
I migliori dieci in senso oggettivo? I migliori dieci per me? I dieci migliori pezzi degli anni Novanta per me negli anni Novanta, o per me adesso? I dieci migliori pezzi che ascoltavo negli anni Novanta, o dieci migliori pezzi usciti negli anni Novanta che negli anni Novanta avrei schifato ma che adesso considero fondamentali? I dieci migliori pezzi degli anni Novanta che negli anni Novanta manco sapevo che esistessero? I dieci migliori pezzi degli anni Novanta per il mondo o per me il mio panettiere e altri tre che passavano a caso? Metto dentro i Metallica e fuori gli Ulan Bator?
Il punto è che avevamo quindici anni e adesso ne abbiamo trenta, se va bene, e i nostri anni Novanta, che ci sembrano così vicini, attuali e raggiungibili sono di fatto distanti quanto gli anni Settanta da cui venivano i pantaloni a zampa di elefante di mia mamma che indossavo quando le mie chiappe erano molto più magre.
Il ciclo della nostalgia ha fatto il suo corso, non ci capacitiamo che l’obsolescenza della cultura pop ora riguarda noi e le cose che noi abbiamo considerato belle, giuste e rilevanti e allora facciamo classifiche.
Poi c’è un’altra cosa: io non ce l’ho la lista dell’isola deserta di Nick Hornby, neanche per quell’epoca scolpita nel marmo che sono gli anni Novanta. Se io adesso li scrivo questi dieci pezzi, tra un’ora forse non saranno più validi. I miei pezzi preferiti cambiano con l’umidità dell’aria, l’inclinazione del sole, Saturno in trigono nella costellazione del Manato. Se qualcuno facesse una cassettina per me con quei dieci pezzi forse non ci scapperebbe nemmeno un limone.
Insomma, questi sono i patti e sono molto soggettivi: i dieci migliori pezzi a caso degli anni novanta dopo il 1995, senza numeri ordinali. (c’è un prima e un dopo il ’95, prima e dopo il liceo, dopo decidi cosa ascoltare e cosa no, prima la musica sta lì come in una puntata di Cold Case)
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