Early access, ovvero i miei primi tre mesi di Patreon

tostoini patreon early accessAmici! Sembra ieri che c’era un freddo terribile e ci scambiavamo gli auguri di Natale mentre fuori cadeva la neve e tintinnavano i campanelli (queste ultime due cose potrei essermele inventate di sana pianta a fini narrativi) e invece è aprile e ho passato un’intera giornata con le finestre aperte senza che mi venissero le branchie per la pioggia!
Questo vuol dire anche che è il quarto mese di fila che ho cominciato l’esperimento di Patreon e non potrei essere più soddisfatta.
Ho disegnato ogni mese nuovi lamantini e il fatto di aver preso un impegno con delle persone in cambio di concretissimi dollari ha fatto sì che abbia lavorato con impegno e costanza al progetto di albo illustrato che avevo in mente (ci sto ancora lavorando, peraltro, mi sono incagliata su un punto fondamentale della trama).
Il confronto mi ha aiutato a buttarmi alle spalle una serie di incertezze, a concentrare i miei sforzi. Serviva Patreon per queste cose? Evidentemente a me sì.

Perché questa cosa vi riguarda? Perché insieme ai miei patrons, che sono un manipolo di persone meravigliose, abbiamo concluso che non c’è gioia nell’avere dei lamentini senza poterli condividere col mondo.
Ma d’altra parte ci tengo anche che abbiano qualcosa di speciale in cambio del loro sostegno.
Perciò abbiamo trovato insieme un compromesso: l’early access.
I patrons saranno i primi ad avere i nuovi lamentini,  gli unici a ricevere le illustrazioni in alta risoluzione di stampa per tutti i loro desideri, e gli unici a ricevere le cartoline, i tatuaggetti temporanei, le spille e tutte le altre stupidaggini che ho pensato per loro. Ma dopo 90 giorni dalla pubblicazione per i patrons renderò accessibili la versione digitale dei lamentini anche agli altri.

Cominciamo oggi con un post di work in progress tanto per scaldarci, ma sabato si fa sul serio e arriva il lamentino di gennaio. Anzi: un lamentino e un dugongo. Ma se volete essere i primi a salutare l’arrivo dei nuovi lamentini e attendere trepidanti di fianco alla cassetta postale per vedere quale feticcio di stupidera vi ho riservato questo mese, non c’è che una cosa da fare: diventare patron.



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