Ritratto di Pancho

Una delle cose più interessanti che internet ha portato nella mia vita, ho realizzato oggi, è un allargamento smisurato delle possibilità di affetto. E non parlo solo delle persone.
Vieni in contatto con una persona nuova, e ogni tanto questa persona ha un animale – o più di uno – e questi animali col tempo diventano parte del tuo panorama affettivo tanto quanto quanto quelli della tua famiglia e degli amici più stretti.
Con Margotta ci conosciamo più o meno dall’alba dei tempi, e una volta si è pure trovata a dover dare le medicine al Ragioniere quando gli si è bloccata la schiena e io stavo in Sardegna (don’t ask).
A un certo punto a casa di Margotta e Nahuel – oltre alle margatte – è arrivato un canone di nome Pancho. Pancho, ahimé, non ha avuto una vita lunga, ma si è fatto volere gran bene.
Quando Marghe mi ha chiesto un’illustrazione per ricordarsi di Pancho, per prima cosa sono tornata a guardarmi tutte le sue foto su instagram e mi sono resa conto di quanta parte della mia giornata passa in compagnia di animali che vivono a Roma, a Torino, nella bassa padana. Uno di questi è stato Pancho, cane dai molti pregi, fra cui quello di saper portare il cerchietto con grazia da indossatore. Stay Pancho!



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