Una foca per Barbara Sgarzi

Tra novembre e dicembre ho disegnato foche: il grande fil rouge dei mammiferi marini continua. Quando Mafe mi ha scritto per chiedermi se mi andava di disegnare un logo per la Sgarzi, da usare sul sito o dovunque ne avesse voglia, onestamente non ho avuto bisogno di fare grandi domande. Diciamo che tutta la parte di ricerca e studio sul destinatario dell’illustrazione l’avevo cominciata a fare un numero imprecisato ma corposo di anni fa, quando ho iniziato a leggere Blimunda, e continuata poi conoscendo Barbara dal vivo nell’ambiente più consono: di fronte a un tavolo con dei bicchieri.
Né mi è venuto da porre più di tante domande sulla richiesta: una foca su un filo da equilibrista con una palla in equilibrio sul naso. Mi sembrava familiare sia il senso dell’ironia dietro una richiesta simile, sia da quali esperienze e ragionamenti potesse essere scaturita.
Alla fine a Barbara sono arrivate due foche: una digitale, seria (seria? una foca con una palla sul naso?) e quasi sobria e una più personale, spettinata e amena. Perché alla fine, secondo me, la Sgarzi è entrambe queste cose, e meno male.



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