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Cassetta degli attrezzi: Strumenti minimi di comunicazione visiva inclusiva.

Strumenti Minimi Di Comunicazione Visiva Inclusiva.

Negli ultimi anni ho maturato una di quelle agnizioni filosofiche in merito al lavoro che faccio che regala la mezza età, probabilmente per scusarsi di averti sottratto il metabolismo veloce e la capacità di digerire il fritto senza batter ciglio. Ossia che dell’illustrazione mi interessa tanto il disegnare, quanto la riflessione su cosa rappresentiamo, in che modo, e in che modo interagisce con tutto il resto.

Insomma: semel antropologa, semper antropologa, tutt’al più con una matita in mano.

Mi piace disegnare e mi sapere il perché delle cose, e più di ogni altra cosa mi piace mettere assieme i pezzi.
E mettere assieme i pezzi è una delle cose che ho provato a fare con Cassetta degli attrezzi.

Cassetta degli attrezzi è nato durante la Mistressclass, un percorso di formazione fatto in collaborazione – o sarebbe ancora meglio dire in combutta – con Mafe De Baggis, Giulia Blasi, Marina Pierri e Daniela Losini.
Durante gli incontri abbiamo analizzato il linguaggio e la comunicazione nelle sue forme più diverse, dalla lingua scritta al racconto di sé, al parlare in pubblico. Io mi sono dedicata all”altro versante del discorso, ossia la comunicazione per immagini. Cercando di capire come affrontare la faccenda, ho messo a fuoco che c’erano due questioni che secondo me sono ineludibili. Da una parte parlare di cosa – e chi – c’è nelle immagini con cui comunichiamo, ma dall’altra del fatto che nel linguaggio visivo non si può parlare del cosa senza parlare del come, che le due parti sono intersecate intimamente. E però tendenzialmente i due aspetti della comunicazione vengono affrontati tendenzialmente separati, da una parte il contenuto e dall’altra la progettazione.
Oltretutto, l’idea da cui sono partita era anche di offrire alle persone un primo set di strumenti – una cassetta per gli attrezzi, appunto – per guardare alla propria comunicazione con occhi differenti, che contenesse una serie di azioni che potessero intraprendere in prima persona, sia dal punto di vista del ragionamento sull’argomento, che di azioni pratiche da intraprendere. ‘Na cosetta, insomma.

Il risultato è questo corso cerca di parlare del cosa e del come. Di cosa comunichiamo e a chi, e con quali mezzi lo facciamo, cercando di usare un punto di vista intersezionale sulla faccenda.

https://www.zandegu.it/corsi-online/strumenti-minimi-di-comunicazione-visiva-inclusiva/

L’evoluzione di Cassetta degli attrezzi si chiama Strumenti minimi di comunicazione visiva inclusiva (un titolo decisamente più efficace e meno afflitto dall’inevitabile stupidera tostoina) ed è una serie di lezioni in video che trovate da oggi sulla piattaforma di corsi online di Zandegù.

È un corso che vuole essere soprattutto un punto di partenza, un tassello per costruire un ragionamento, pensato soprattutto per chi lavora in proprio, è freelance o ha una piccola ditta e ha l’esigenza di migliorare la propria comunicazione visiva sui social o sul sito, attraverso scelte più coerenti e inclusive che dialoghino con i testi e li potenzino.

Se vuoi seguire il corso, puoi abbonarti a 14,99€ al mese. Se ti abboni non vedrai solo Strumenti minimi, ma tutto quello che c’è sulla piattaforma Zandegù, un po’ come succede con Netflix. Al momento hanno più di 50 corsi dedicati a comunicazione, marketing e scrittura e una serie di corsi dedicati all’illustrazione tenuti da professionisti incredibili come Ferdinando Cobelo, Nicolò Canova e Carla Gioia che sto seguendo anche io con moltissima soddisfazione.

Fatemi sapere cosa ne pensate!

(E ora fatemi andare a controllare che gli alt immagini del sito siano tutti a posto.)

Strumenti Minimi Di Comunicazione Visiva Inclusiva.