A colori, in bianco e nero: le illustrazioni per “Progettazione Funzionale” di Federico Badaloni

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Federico Badaloni, Progettazione Funzionale - Design collaborativo per prodotti e servizi digitali

Uno degli – scarsamente numerosi – pregi di essere me è che ci impiego così tanto a mettere per iscritto i ragionamenti dietro un progetto su cui ho lavorato, che a un certo punto il ritardo fa il giro, e diventa un appropriatissimo e tempestivo post sul back to school degli adulti: quel desiderio settembrino di aggiornarci, rimetterci in moto, spolverare le cose che sappiamo per vedere se hanno bisogno di manutenzione o impararne di nuove da zero. Ed è qui che ci viene incontro la saggistica.

Nei primi mesi dell’anno e per una parte del lockdown ho lavorato in compagnia di Letizia Sechi e Valentina Voch sul libro di Federico Badaloni, Progettazione Funzionale – Design collaborativo per prodotti e servizi digitali. Il quando di questo progetto non è marginale: concentrarsi su come visualizzare un concetto e avere conversazioni giornaliere con Federico, Letizia e Valentina su come rendere in maniera efficace un’idea è stata un’eccezionale ancora di normalità, in un periodo che di normale aveva molto poco.

Che io abbia un debole per la non-fiction è cosa nota, ma illustrare un saggio mi mancava. Il che è curioso, visto che italiano non-fiction si traduce di solito proprio con saggistica, ma è anche la ragione per cui preferisco la prima etichetta alla seconda: nella sua ampiezza racchiude una varietà di temi che vanno dagli atlanti degli animali buffi alla fenomenologia dello spirito.  La non-fiction, insomma, sono i libri sulle cose che sono nel mondo.

L’idea di inserire attraverso l’illustrazione elementi di chiarezza e leggerezza in un testo rigoroso è la mia tazza di tè: se qualcosa spero rimanga della diffusione su larga scala delle infografiche nell’ultimo decennio, mi piacerebbe fosse l’idea che la trasmissione di un’informazione non deve essere brutta per essere seria. 

Ci abbiamo studiato tutti sui manuali di storia dell’arte con gli screenshot delle tabelle excel e le immagini in bianco e nero grandi come un francobollo: nevermore!

E proprio il bianco e nero è stata una delle prime questioni da affrontare, nello specifico che aspetto avrebbero avuto gli schemi visualizzati sullo schermo e-ink di un ebook reader. Questa tende ad essere una riflessione affrontata in un secondo momento, spesso risolta nei saggi con un vabè convertiamo tutto in scala di grigio e bella lì. Invece uno dei modi in cui i manuali vengono consultati è in ebook, e tanto vale tenerne conto: incorporando questo aspetto nella progettazione delle illustrazioni sin dall’inizio, l’uso dei neri pieni e dei retini è una soluzione sia funzionale che di estetica. Solo line art e retini nella versione in bianco e nero, line art e retini in abbinamento con una palette nella versione a colori.

L’ispirazione di un certo stile grafico e di colori mi è arrivata dai manuali tecnici mid-century modern, che sono andata a spulciarmi dopo essere stata a casa per Natale e avere sfogliato dei vecchi libri di esperimenti per ragazzi. Gioiosi spunti di esplorazione figli di un altro secolo, che comportavano la manipolazione di lame rotanti di ogni tipo e materie prime che adesso ti farebbero piombare in casa l’antiterrorismo. Non il mid-century modern delle pubblicazioni eleganti, insomma, ma quello dell’illustrazione di servizio, come costruire razzi per dilettanti, la guida pratica dell’attore televisivo, e il mio preferito in assoluto: il manuale tecnico della Flotta Stellare.

Forse costruire un motore a curvatura è un proposito troppo ambizioso per questo autunno, ma mi piace l’idea di cercare comunque di arrivare all’inverno con gli strumenti giusti, anche se non sappiamo ancora cosa ci potremmo costruire.