La newsletter tostoina che fa le cose a caso

Le newsletter dei mesi passati sono tutte qui: se ti sei perso un sacco di animalini fantastici è il posto in cui ritrovarli.

Una newsletter casuale

come il meteo di aprile.

Ciao dalla newsletter che ha fatto il giro e si trova – con stupore – di nuovo ad aprile. Eppure, incredibilmente, col rumore sferragliante di una caldaia vecchia di trent’anni che andrebbe sostituita approfittando del superbonus, le cose vanno avanti e ne capitano anche di felici.
Una conversazione che ho avuto spesso in queste settimane, in una forma o nell’altra, ha a che fare con la scomparsa della casualità. Mancano – apparentemente non solo a me – quelle cose a cui vuoi bene perché non sono il frutto di una pianificazione meticolosa, ma succedono per un felice incastrarsi di eventi, senza apparente sforzo. Esci per un caffè e torni la mattina dopo all’alba copertə di glitter. Hai una conversazione illuminante con una persona che non vedrai più in vita tua. Arrivi per caso in un posto in cui non eri mai statə e che avrà un’importanza fondamentale negli anni a venire. Si può coltivare la casualità? Si può seminare per gli imprevisti senza che diventino una voce da spuntare della to do list?

Senza, insomma, che la ricerca delle proprie fonti di gioia diventi l’ennesimo atto deliberato che finisce per somigliare un po’ troppo al dovere? Non ne ho idea. Ci provo, partendo dal dire più spesso di sì. Di solito è il contrario, ma sui no sono ferratissima. Quindi se avete qualcosa da chiedermi questo è il momento buono.
Per il resto il solito: disegno cose che devono ancora vedere la luce, aggiorno lo shop con le cose che mi piacciono, scrivo cose che si possono leggere, tipo l’Ufficio Resurrezione Parole Smarrite o l’intervista a Silvia Rocchi e a Francesca Rizzato. Ho fatto la mia lezione della Personal Branding Mistressclass, intitolata Cassetta degli attrezzi: strumenti minimissimi per una comunicazione visiva inclusiva.
La prima uscita è stata funestata da ogni possibile e immaginabile problema tecnico, non ultima la mia ansia, ma il contenuto è piuttosto solido. Non ho idea di quando la rifacciamo, ma nel frattempo io lavoro sulle mie skill in video, ok?

 


Leggere con le figure

Tanto tempo fa in quella galassia lontana lontana che era l’anno del signore 2010 c’era un’etichetta di autoproduzioni di base a Bologna. L’avevano fondata tre giovani illustratrici, si chiamava Teiera e produceva fumetti, illustrazioni e buffezze visive assortite. Uno di questi gioiosi esperimenti con l’oggetto-libro si chiamava Pick-a-land, ed era un volume componibile illustrato sui Paesi del mondo, ognuno rappresentato attraverso i suoi abitanti. Ogni pagina era divisa in tre fasce orizzontali, e il libro si poteva sfogliare girando l’intera pagina, apprezzando le interpretazioni personali dei costumi folkloristici dei quattro angoli del mondo realizzate da Cristina Spanò, Giulia Sagramola, Sarah Mazzetti, oppure girare a caso un pezzo di pagina per volta, creando con ogni mescolanza paesi nuovi e identità inedite. Un libro apertissimo da usare in tutti i modi possibili: per ridere delle invenzioni, meditare pensosamente sull’identità, o per aprilo a caso e guardare le figure. Tutto è dove dovrebbe essere, tutto alla fine torna.
Di Pick-a-land ci sono 500 esemplari e uno ce l’ho io, perché gli imprevisti felici sono anche essere per caso nel posto giusto nel decennio giusto, ma siccome non sono un mostro vi consiglio un altro libro che funziona con lo stesso principio che in dieci anni si è guadagnato la statura di classico: Bestiario Universale del Professor Revillod di Javier Sáez Castán, Miguel Murugarren, perché di caso non ce n’è mai abbastanza, specie se produce animali favolosi.


Animali Peculiari

Gli scoiattoli volanti si meritano d’ufficio un posto tra gli animalini peculiari. Voglio dire, guardate lì: è autoesplicativo. Il motivo per cui li ho scelti questo mese però è una scoperta fatta per caso nel 2019: dietro quella discreta mìse boschereccia nascondono una pelliccia rosa fluorescente, segretamente favolosi.


Leggere con le orecchie

Il podcast di aprile non è un podcast, è una newsletter sui podcast. It doesn’t get more meta than this! Si chiama Orecchiabile ed è la creatura di Chiara Sagramola e Giacomo Bagni. Si fa voler bene anche per via delle illustrazioni di Giulia Sagramola. È partita da poco ma ci ho trovato già diverse cose molto godibili, e magari le trovate anche voi.


Quanti sacrifici per farmi studiare, signora mia!

Rispetto a quando ho iniziato a studiare, l’idea di lavori all’intersezione tra più cose sembra più comune, celebrata come un arricchimento e non un sintomo di idee confuse. Da un po’ ho iniziato ad avere a che fare con un gruppetto di antropologi che usano illustrazione e fumetti come strumento di indagine. C’erano già queste cose quando facevo l’università io? Forse sì, ma era più difficile incontrarle. A mescolare le cose vengono fuori idee interessanti: ad esempio insegnare antropologia agli architetti attraverso progetti come quello di Raymond Lucas: A Graphic Anthropology of Sanja Matsuri.


Anche per stavolta è tutto, ci vediamo quando ho finito di seminare entropia, accelerando così l’inevitabile morte termica dell’universo, ma con grande allegria.

La newsletter tostoina arriva più o meno una volta al mese ed esiste grazie ai miei patrons su Patreon, che in più ricevono ogni mese una selezione di irresistibili stupidaggini.  Vuoi leggere tutte le newsletter precedenti perché questa ti è piaciuta moltissimo? Qui trovi l’archivio. Il modo migliore per leggerla in tutta la sua gloria nella tua casella di posta è iscriversi, e lo puoi fare da qui.