Progettare libri

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Che differenza c’è tra un libro e un branzino di tre chili?

Apparentemente nessuna. O almeno questo è quello che ho detto ai Topipittori quando mi hanno chiesto di raccontare dell’esperienza del corso Progettare Libri:

Volendo lavorare con l’illustrazione, sapere cosa succede dal momento in cui le tavole escono dalle proprie mani e finiscono in un libro è sempre una buona idea. Ancora migliore è pensare a come potrebbe essere fatto il proprio libro prima di cominciare a disegnare.
Per certi versi un albo illustrato è come un pesce: non sapere come partire dal pesce intero per arrivare al piatto va benissimo se si vuole solo mangiarlo; ma per imparare a cucinarlo, può essere utile saperne qualcosa in più.
Un pesce e un albo illustrato sono entrambi pieni di insidie e parti che pungono e tagliano; i primi risultati sono disastrosi, ma quando tutto riesce ti senti tronfio come se fossi il primo uomo ad aver mai prodotto un libro, o cotto un pesce, sulla faccia della terra.
“Progettare libri” è un buon modo di affrontare con più consapevolezza quello che succede tra un’illustrazione e un libro finito, sul rapporto tra la forma di un libro e la sua sostanza. Basta ricordarsi di togliere le branchie.