Il bizzarro incidente del tempo rubato

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Qualche giorno fa mi ha scritto Valentina, per dirmi che dopo il viaggio per Sperling&Kupfer per l’Imprevedibile viaggio di Harold Fry partiva di nuovo. Mi ero talmente divertita a seguirla la prima volta, che quando mi ha raccontato de Il bizzarro incidente del tempo rubato ho appizzato le orecchie. La storia comincia nel 1972, quando al tempo come lo contiamo sono stati aggiunti due secondi, per allineare gli orologi alla rotazione terrestre. Io, che non ho una solida formazione scientifica, intanto vorrei chiedere: perché due secondi? Perché non uno? Perché non quattro? Neanche leggere la voce di Wikipedia mi ha chiarito le idee.

Due secondi possono cambiare la nostra vita?

Io ci ho pensato. La mia risposta è no. Però poi ho pensato un’altra cosa. Da soli forse no, ma un’intera vita di due secondi di sfiga possono stroncare chiunque. Seguitemi. Se l’anno bisesto è l’anno funesto, propongo che da oggi in poi i due secondi di salto siano individuati come i due secondi delle sfiga.

Due secondi è il tempo che serve perché il latte trabordi dal pentolino e spenga il gas.

Due secondi servono perché ti cadano le chiavi in un tombino.

Due secondi di troppo e il pane perfettamente tostato della colazione comoda del sabato mattina è diventato un orrore carbonizzato e immangiabile.

Due secondi sono il gesto incauto che rovescia il caffè sul lavoro finito.

I due secondi di sfiga sono il fedele compagno della vita quotidiana, l’araldo del lunedì mattina, il messo della giornata che non riuscirai mai più a rimettere sui giusti binari.

Seguitemi, insieme fonderemo una nuova superstizione. 

Perché no? Alla fine sempre meglio che credere nei rettiliani.
Se volete seguire Valentina, la trovate su tumblr e sparsa in giro per i social network con l’hashtag #2secondi e #bizzarroincidente.

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